Sono di Conversano perché.. sto imparando il mio nuovo dialetto, ma a Bari si dice “la mong, la pong” ovvero un colpo al cerchio e uno alla botte: in pratica, quello che non apprezzo della politica.
Uno dei primi ricordi che ho della mia città… Lo scorcio del campanile di San Benedetto da via San Benedetto
Sono archeologo per lavoro e per passione. Faccio ricerca per l’Università di Foggia e insegno archeologia presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata. Più in generale il mio impegno, da studioso e cittadino attivo, è nel campo della conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.
In senso stretto non ho nemici. In senso lato i miei nemici sono gli incompetenti e a loro non dedicherei nulla. E forse per colpa loro che purtroppo la nostra città ha dimenticato la sua storia “nobile”, sia quella più antica che quella più recente. Ecco perché dedicherei una statua a Maria Marangelli, prima sindaca donna di Conversano e della provincia di Bari nel 1959. A lei si deve l’istituzione della Biblioteca civica e la costituzione dei primi fondi librari. Aveva intuito ciò che stime europee ora confermano: le comunità che leggono e approfondiscono di più, sono quelle con maggiore slancio creativo e produttivo.
Seriamente una cosa tra tutte per la mia città… Direi senz’ombra di dubbio il piano strategico per la cultura e la promozione della creatività, di cui Conversano ha urgentemente bisogno dopo un decennio fumoso segnato da interventi di facciata, sprechi (il SAC) e sovvenzioni discutibili ad iniziative di scarsa qualità.
Pasquale Loicaono è: competente, appassionato, inclusivo.
Il luogo che porto nel cuore di Conversano è la casa che ho voluto per me e la mia famiglia quando, qualche anno fa, scelsi di lasciare Bari per vivere a Conversano.
