Gianna Lamanna

Sono di Conversano perché.. mia madre mi ha sempre chiamata “m’nen”, che mi rimanda al senso di appartenenza al passato e ai fortissimi legami familiari di una volta..

Uno dei primi ricordi che ho della mia città… è la vivacità della moltitudine di giovani che la frequentava, in particolare popolando “Villa Garibaldi”.

Sono un’insegnante di scuola primaria da ventotto anni e svolgo il mio lavoro con dedizione e serietà. Mi piace tantissimo leggere e ascoltare musica. In particolare un libro che mi ha colpita recentemente, soprattutto per la curiosità che ha suscitato nei ragazzi, è “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, narrazione delle imprese svolte dalle donne, che trasmette la dignità della diversità di genere.

Quale via o piazza dedicherei al mio miglior nemico? In realtà non intitolerei nessuna piazza o via al mio peggior nemico poiché credo non debba meritare la mia attenzione. Al contrario proporrei una commemorazione simbolica per mio nipote Francesco, simbolo della lotta contro uno dei peggiori mali di questo secolo, affrontata con il sorriso di speranza che deve caratterizzare la gioventù.

Il punto del programma a cui darei priorità è quello riguardante la salute e il benessere, attraverso l’istituzione di una commissione permanente che si faccia promotrice della realizzazione di una indagine epidemiologica sulla correlazione fra determinate patologie e le cause imputabili alla scellerata attività umana.

Altri obiettivi importanti riguardano la valorizzazione della cultura attraverso dei veri e propri “luoghi culturali” a misura di bambino, e la riqualificazione del centro storico affinché diventi polo di aggregazione sociale.

Ho scelto Pasquale loiacono senza esitazione perché è serio, responsabile, competente.

Il luogo che porterò sempre nel cuore è la “Villa Garibaldi” simbolo dell’eleganza dinamica che immagino per Conversano.

 

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